Seconda tappa del viaggio: Auschwitz - Birkenau.
A 60 km da Cracovia troviamo quello che rimane di questo, purtroppo, famoso campo di concentramento. Conosciamo tutti la storia, quindi spero non sia necessario spiegare cosa siano i campi di concentramento.
La zona che comprende il complesso di Auschwitz e Birkenau è molto ampia. Il primo è decisamente più piccolo ma è anche quello che ha la maggior parte delle strutture integre. Entrare attraverso la sbarra d'ingresso, passando sotto alla famosa scritta "Arbeit macht frei" ti crea già una sorta di disagio. Disagio che ti accompagna poi per tutta la visita del complesso. I vecchi casermoni, un volta adibiti a dormitori, sono stati riutilizzati come piccoli musei a se stanti. Il tutto per mostrare com'era la vita all'interno del campo. In uno di essi si trovano i vari oggetti appartenuti ai molti che sono morti li. Vedere le migliaia di scarpe ammassate, oggetti vari come spazzole, occhiali o addirittura protesi o capelli ti sconvolge. Anche il fatto stesso di girare tra i casermoni ancora circondati dalle recinzioni di filo spinato ha un impatto emotivo molto forte. Birkenau si trova a 3 km circa da Auschwitz. Al contrario di quest'ultimo è molto più vasto e si avvicina di più al modello di campo di concentramento che siamo abituati a pensare. Situato in un ampio spazio aperto, con un entrata centrale tagliata al centro dalle rotoie del treno. I treni all'epoca arrivavano direttamente all'interno del campo. Sui lati racchiusi da reticoli e reticoli di filo spinato c'erano le varie zone. Zone suddivise tra dormitori per gli uomini, per le donne, la zona delle "doccie", dove le gente era uccisa con il gas, e la zona dei forni crematori. Al giorno d'oggi sono rimasti pochissi stabili integri, anche perchè i dormitori era costruiti in legno, al contrario di Auschwitz che erano in muratura, e sono stati distrutti o bruciati. Mentre la zona delle doccie e dei forni è stata distrutta e restano solo macerie.
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